Servizi segreti
L'attività di spionaggio è antichissima ed è considerata alla stregua di qualunque altro mezzo a disposizione degli stati per il perseguimento dei loro fini generali.
Se è corretto dire che i moderni servizi di informazione esistevano già ai tempi del mitico generale Sun Tzu, tuttavia fino alle guerre Napoleoniche si trattò di strutture di "mobilitazione", che nascevano e morivano intorno agli stati maggiori assieme alla deflagrazione della guerra. Soprattutto per quanto attiene al controspionaggio, le sorti dello stato erano rimesse al network dei diplomatici, quasi sempre con risultati modesti.
Il periodo storico più importante, per l'affermazione dei servizi segreti come realtà socio-politica, è probabilmente quello successivo al XIX secolo. Da quel momento in poi, infatti, si è andato imponendo in modo sempre più preponderante il concetto di guerra totale; per questa ragione il ruolo dei "servizi" per il controllo del fronte interno è intuitivamente cresciuto di pari passo a quelli gia' impiegati sul fronte esterno.
Peraltro, è proprio un tratto saliente della guerra moderna il fatto che i civili siano coinvolti sempre più pesantemente nelle operazioni belliche. La ovvia conseguenza è che sia divenuta "normale" la contaminazione tra soggetti "ufficialmente combattenti" ed "ufficialmente non combattenti", tanto da rendere sempre più labili i confini giuridici ed operativi tra i due dominii. In quasi tutti i Paesi moderni i servizi di informazione sono divisi in due grandi tronconi, uno dedito alla sicurezza interna ed uno a quella esterna. Nel romanzo se ne incontrano parecchi, dalla CIA al DGSE francese, passando per quelli ungheresi e turchi, senza dimenticare l'arci noto Mossad. Luca Silvestri è arruolato nell'AISE, l'agenzia italiana per l'informazione e la sicurezza esterna.